Notizia

Brent sopra i 103 dollari: il mercato prezza un attacco USA all'Iran e l'uragano Isaias blocca mezzo milione di barili

📅 8 ottobre 2026⏱ 5 min di lettura

Il petrolio torna sopra la soglia dei 100 dollari al barile con il rialzo più netto degli ultimi giorni: il Brent ha raggiunto 103,9 $/barile (+3,7%) nella mattinata dell'8 ottobre, il WTI ha superato i 91,4 $/barile (+3,5%). Alla base del movimento ci sono due fattori distinti ma convergenti: la concreta possibilità di un'operazione militare americana contro l'Iran prima delle elezioni di metà mandato, e il blocco di oltre mezzo milione di barili al giorno nel Golfo del Messico per l'avvicinarsi dell'uragano Isaias.

Iran: il Pentagono prepara le opzioni, il mercato inizia a prezzarle

Secondo quanto riportato da Axios, il Pentagono ha ordinato al Comando centrale USA di completare i preparativi per una possibile ripresa dei principali combattimenti in Iran. Obiettivi sul tavolo: infrastrutture energetiche, siti nucleari e altre strutture strategiche. La direttiva non fissa ancora una data e Trump non ha preso una decisione definitiva, ma l'orizzonte temporale indicato è quello pre-elettorale — le elezioni di metà mandato americane del 3 novembre.

Nello stesso giorno, The Atlantic ha confermato che la Casa Bianca ha chiesto al Pentagono una lista di opzioni per colpire obiettivi iraniani. Chi sostiene l'operazione all'interno dell'amministrazione non si aspetta che riporti l'Iran al tavolo negoziale né che ristabilisca la sicurezza nello Stretto di Hormuz: la logica è mostrare forza prima del voto, in un momento in cui i Repubblicani rischiano di perdere il controllo di entrambi i rami del Congresso. Trump, parlando a San Antonio il 7 ottobre, ha dichiarato di non essere interessato a un nuovo accordo nucleare con Teheran, pur riconoscendo i progressi del suo inviato Steve Witkoff. Ha aggiunto che una volta conclusa la guerra i prezzi del petrolio "scenderanno come una roccia".

Lo Stretto di Hormuz: 12 episodi in una settimana

I dati di Kpler confermano che il flusso di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz è sceso a circa 10,1 milioni di barili al giorno, il 74% dei livelli precedenti all'inizio del conflitto. Tra il 28 settembre e il 5 ottobre sono stati registrati almeno 12 episodidi attacchi o azioni di disturbo contro naviglio commerciale — il livello più alto dall'inizio della guerra. L'8 ottobre una petroliera è stata colpita al largo del Qatar settentrionale: l'UKMTO ha confermato vittime a bordo senza precisarne il numero. La settimana scorsa i mercati avevano parzialmente riassorbito le tensioni dopo segnali di ripresa delle esportazioni e l'accordo dei paesi G7 per attingere alle riserve strategiche. Quell'allentamento si è esaurito in poche ore.

Uragano Isaias: 500.000 barili al giorno fermi nel Golfo del Messico

Il secondo fattore è meteorologico. L'uragano Isaias si sta avvicinando al Golfo del Messico, una delle aree di produzione petrolifera più dense del pianeta. I produttori attivi nella zona hanno già fermato operazioni per oltre 500.000 barili al giornocome misura precauzionale. Le interruzioni legate agli uragani nel Golfo tendono a essere temporanee, ma amplificano la volatilità quando si sommano a tensioni geopolitiche già alte sull'offerta.

Gas su del 5%, mercati azionari in rosso

Il rialzo del petrolio ha trascinato anche il gas naturale: il TTF di Amsterdam (consegna novembre) si attesta intorno agli 80 €/MWh, dopo un rialzo di oltre il 5% nella giornata del 7 ottobre. I mercati azionari europei hanno aperto in calo — DAX -0,76%, FTSE 100 -0,75%, CAC 40 -0,64% — mentre i rendimenti dei titoli di Stato restano elevati (BTP decennale in area 4,89%, Bund 3,48%, Treasury USA decennale al 5,32%, vicino ai massimi degli ultimi decenni). L'IEA ha dichiarato che i suoi membri sono favorevoli ad accelerare i rilasci di scorte annunciati a marzo, con priorità al gasolio.

Cosa significa per i prezzi alla pompa

Un Brent stabile sopra i 100 dollari — e a maggior ragione oltre i 103 — si trasmette ai prezzi dei prodotti raffinati con un ritardo che varia da qualche giorno a una settimana, in funzione dei movimenti del cambio euro/dollaro. Con l'euro che tratta intorno a 1,12 dollari, ai minimi da giugno 2025, la pressione al rialzo sul prezzo in euro al litro è doppiamente amplificata rispetto a uno scenario con cambio più forte.

Il contesto di politica fiscale domestica rende il quadro più difficile: le accise sono già tornate a pieno regime dopo la mancata attivazione delle accise mobili, e il tetto volontario dei quattro operatori principali — Eni, IP, Q8 e Tamoil — scade il 31 ottobre. Se le quotazioni internazionali resteranno su questi livelli, la discussione sul rinnovo dei tetti si farà più complicata.

La guida a cosa determina il prezzo della benzina spiega il meccanismo di trasmissione dal greggio alla colonnina.

Monitora i prezzi aggiornati nella tua zona — incluse le pompe bianche più convenienti

→ Cerca ora

Domande frequenti

Perché il Brent è salito sopra 103 dollari l'8 ottobre 2026?+

Il rialzo è dovuto a due fattori convergenti: i rapporti secondo cui il Pentagono sta preparando opzioni per un attacco USA in Iran prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre, e il blocco precauzionale di oltre 500.000 barili al giorno nel Golfo del Messico per l'avvicinarsi dell'uragano Isaias.

Cosa succede ai prezzi della benzina se il Brent resta sopra 100 dollari?+

Un Brent stabile sopra i 100 dollari si trasmette ai prezzi dei prodotti raffinati con un ritardo da qualche giorno a una settimana. Con l'euro ai minimi da giugno 2025 (circa 1,12 $/€), la pressione al rialzo sul prezzo in euro al litro è amplificata. I tetti volontari di Eni, IP, Q8 e Tamoil scadono il 31 ottobre: se le quotazioni restano su questi livelli, il loro rinnovo sarà più difficile.

Quotazioni rilevate l'8 ottobre 2026 nelle prime ore della mattina (mercati europei). Per i prezzi alla pompa in tempo reale nella tua zona, consulta AllaPompa.

← Accise scadute — gasolio +6 cent (7 ott)Diesel russo sbloccato — benzina 2,035 (12 ott) →