Accise scadute, accise mobili non attivate: gasolio su di 6 cent. Eni alza il tetto a 2,25 €/L
Il decreto ministeriale atteso in Gazzetta Ufficiale non è arrivato. Le accise mobili — il meccanismo che avrebbe dovuto sostituire lo sconto fiscale sul gasolio in scadenza il 5 ottobre — non sono state attivate. Il risultato è immediato: il gasolio sale di circa 6 centesimi al litro sulla rete ordinaria, interrompendo il calo che aveva portato i prezzi ai minimi di inizio settembre. Eni, che manteneva un tetto volontario a 2,19 €/L sul gasolio, ha aggiornato il massimale a 2,25 €/L, precisando che la misura “non assorbe il ripristino delle imposte”. Anche sulle altre reti aderenti al tetto si registrano rialzi analoghi.
I prezzi oggi per marca (self-service rete ordinaria)
Cosa sono le accise mobili e perché non sono arrivate
Le accise mobili sono un meccanismo che permette al governo di ridurre automaticamente l'accisa sui carburanti quando il prezzo del petrolio supera una soglia predefinita, compensando i rialzi internazionali con un alleggerimento fiscale. Erano state discusse come soluzione strutturale per sostituire il decalage sulle accise — scaduto il 5 ottobre — che era stato introdotto per ammortizzare i picchi di prezzo degli ultimi mesi.
Il decreto attuativo non è comparso in Gazzetta Ufficiale entro la scadenza. Il governo ha dichiarato che “non è stata ancora presa alcuna decisione” e che le discussioni sono ancora in corso. Per l'UNC è “la rottura delle promesse del governo”: per la prima volta da marzo, gli automobilisti italiani non godono di alcuno sconto fiscale ufficiale sui carburanti. Codacons ha avvertito che “il blocco dei tagli alle accise ha prodotto aumenti immediati sulla rete, interrompendo il recente calo dei prezzi”.
Il tetto volontario regge, ma assorbe meno
I quattro operatori con tetto volontario — Eni, IP, Q8 e Tamoil — coprono ancora circa 11.500 stazioni, oltre il 52% della rete nazionale, e le misure restano in vigore fino al 31 ottobre. Ma la scadenza delle accise riduce lo spazio di manovra: il tetto agisce sui margini commerciali degli operatori, non sulla componente fiscale del prezzo — che in Italia pesa oltre il 55% del costo finale al litro.
Con il ripristino dell'accisa piena, mantenere i massimali ai livelli di fine settembre sarebbe diventato economicamente insostenibile per i gestori. L'adeguamento del tetto Eni da 2,19 a 2,25 €/L sul gasolio va letto in questo contesto: il calmiere rimane, ma il punto di riferimento si è spostato in su di 6 centesimi. La benzina, la cui accisa non era oggetto di sconto specifico, rimane stabile: la rete ordinaria resta sotto i 2,05 €/L, con oltre 11.000 stazioni che vendono sotto i 2 euro.
Cosa succede a novembre
Con la scadenza del 31 ottobre che accorpa tutte le misure di tetto volontario, il quadro di novembre dipende da due variabili: se il governo attiverà le accise mobili retroattivamente o con nuovo decreto prima della fine del mese, e se gli operatori rinnoveranno i tetti volontari. Il nodo fiscale e quello commerciale restano distinti. La guida a cosa determina il prezzo della benzina spiega perché accise e margini operativi agiscono su componenti diverse del prezzo finale — e perché un calo del Brent non si traduce automaticamente in un risparmio alla colonnina senza interventi su entrambe le leve.
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Cosa sono le accise mobili sui carburanti?+
Le accise mobili sono un meccanismo che permette al governo di ridurre automaticamente l'accisa sui carburanti quando il prezzo del petrolio supera una soglia predefinita. Erano state discusse come soluzione strutturale per sostituire il decalage sulle accise scaduto il 5 ottobre 2026, ma il decreto attuativo non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro la scadenza.
Perché il gasolio è salito il 7 ottobre 2026?+
Il 5 ottobre è scaduto lo sconto fiscale sul gasolio (decalage delle accise) senza che il governo attivasse il meccanismo sostitutivo delle accise mobili. Il ripristino dell'accisa piena ha fatto salire il gasolio di circa 6 centesimi al litro sulla rete ordinaria.
I tetti volontari di Eni, IP, Q8 e Tamoil sono ancora in vigore?+
Sì, i quattro operatori con tetto volontario coprono ancora circa 11.500 stazioni (52% della rete) fino al 31 ottobre. Tuttavia Eni ha aggiornato il massimale sul gasolio da 2,19 a 2,25 €/L per assorbire il rialzo fiscale, precisando che il tetto 'non assorbe il ripristino delle imposte'.
