HomeNewsCinque giorni di rialzi post-accise

Benzina e gasolio ancora su: cinque giorni consecutivi di rialzi dopo la scadenza delle accise

8 luglio 2026·4 min di lettura

In breve: Benzina self a 1,855 €/L (+3 millesimi), gasolio a 1,941 €/L (+6 millesimi). Dal 3 luglio la benzina è salita di ~5 cent/L, il gasolio di ~6 cent/L: circa 3 euro in più per pieno da 50 litri. Nuovi raid USA in Iran rilanciano i rischi sullo Stretto di Hormuz e sul Brent.

La corsa non si ferma. Oggi, 8 luglio, benzina e gasolio segnano il quinto rialzo consecutivo dalla scadenza del taglio delle accise avvenuta il 3 luglio. Il gasolio sulla rete autostradale è già sopra i 2 euro al litro, e sullo sfondo si è riaccesa la crisi tra Stati Uniti e Iran — con nuovi raid americani e una risposta di Teheran su basi nel Golfo — che rischia di rimettere pressione sul prezzo del greggio.

I prezzi di oggi

Mercoledì 8 luglio, i prezzi medi self service sulla rete stradale ordinaria:

CarburanteIeri (7 lug)Oggi (8 lug)Variazione
Benzina self (rete)1,852 €/L1,855 €/L+3 millesimi
Gasolio self (rete)1,935 €/L1,941 €/L+6 millesimi
Benzina self (autostrada)1,940 €/L1,945 €/L+5 millesimi
Gasolio self (autostrada)2,012 €/L2,023 €/L+11 millesimi

Rispetto al giorno prima della scadenza delle accise, la benzina è salita di circa 5 centesimi al litro sulla rete ordinaria, il gasolio di quasi 6 centesimi. Su un pieno da 50 litri significa circa 2,50–3,00 euro in più rispetto a due settimane fa.

Per tipologia di operatore: le compagnie praticano oggi per la benzina self prezzi tra 1,852 e 1,867 €/L, i no-logo a 1,849 €/L. Per il gasolio self le compagnie oscillano tra 1,930 e 1,953 €/L, con i no-logo a 1,931 €/L. Il servito benzina va da 1,939 a 2,062 €/L, il servito gasolio tra 2,023 e 2,157 €/L. GPL tra 0,783 e 0,800 €/L, metano auto tra 1,534 e 1,609 €/kg.

La nuova escalation Iran-USA

La notizia che pesa di più sulle prospettive dei prossimi giorni non riguarda le pompe, ma il Golfo. Nelle ultime ore gli Stati Uniti hanno condotto nuovi raid in Iran, con Teheran che ha risposto colpendo basi americane in Kuwait e Bahrein. Lo scenario sembrava essersi stabilizzato dopo l'accordo di metà giugno che aveva fatto crollare il Brent, ma la situazione è tornata ad essere volatile.

Lo Stretto di Hormuz — attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale — era rimasto formalmente aperto dopo l'intesa di giugno, ma non era mai stato dichiarato completamente sicuro. Una nuova chiusura o un aumento delle tensioni nella zona potrebbe far rimbalzare il Brent, che oggi tratta ancora intorno ai 70 dollari al barile, con effetti diretti sui prezzi alla pompa entro pochi giorni.

Perché il rialzo post-accise è più lento del previsto

Il taglio delle accise valeva 6,1 centesimi al litro IVA inclusa. A cinque giorni dalla scadenza, il rialzo effettivo si ferma a 5–6 centesimi — sostanzialmente in linea, ma con un assorbimento più graduale rispetto a quanto teoricamente atteso in una sola notte.

Due fattori hanno attutito l'impatto. Il primo è il calo del Brent, che nelle ultime settimane ha ceduto terreno fino a portarsi sotto i 70 dollari, comprimendo il prezzo industriale del carburante. Il secondo è la pressione del governo sulle compagnie: la convocazione di Urso del 30 giugno ha prodotto alcuni tagli ai prezzi consigliati da parte di Eni e Q8 nei giorni immediatamente successivi, che hanno parzialmente bilanciato il ritorno delle accise ordinarie.

Cosa aspettarsi

Il quadro è cambiato rispetto a 48 ore fa. Fino a ieri la variabile principale era l'andamento del Brent in un contesto di relativa stabilità geopolitica. Oggi la nuova escalation Iran-USA reintroduce un fattore di rischio che il mercato non aveva ancora prezzato completamente.

Se le tensioni si allargassero o lo Stretto di Hormuz tornasse sotto pressione, i prezzi alla pompa potrebbero riprendere a salire in modo più deciso nelle prossime settimane, indipendentemente dalla dinamica delle accise. Il governo ha per ora escluso nuovi interventi, ma la situazione è in rapida evoluzione.

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Domande frequenti

Quanto costa la benzina oggi 8 luglio 2026?

Oggi 8 luglio la benzina self service sulla rete stradale ordinaria è in media a 1,855 €/L (+3 millesimi rispetto a ieri). In autostrada il prezzo sale a 1,945 €/L. Le compagnie praticano prezzi tra 1,852 e 1,867 €/L, i no-logo a 1,849 €/L.

Quanto è salita la benzina dalla scadenza delle accise?

Rispetto al 3 luglio, giorno prima della scadenza del taglio accise, la benzina sulla rete ordinaria è salita di circa 5 centesimi al litro, il gasolio di quasi 6 centesimi. Su un pieno da 50 litri significa circa 2,50–3,00 euro in più.

Cosa sta succedendo tra USA e Iran e che effetto ha sulla benzina?

Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi raid in Iran, con Teheran che ha risposto colpendo basi nel Golfo. La nuova escalation reintroduce rischi sullo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Se le tensioni aumentassero, il Brent — oggi intorno ai 70 dollari — potrebbe rimbalzare con effetti diretti sui prezzi alla pompa.

Il governo interverrà di nuovo sul prezzo della benzina?

Per ora il governo ha escluso nuovi interventi. La situazione geopolitica è però in rapida evoluzione e la nuova escalation Iran-USA potrebbe cambiare il quadro nelle prossime settimane.