HomeNewsAccise carburanti: scadenza 4 luglio

Accise carburanti: domani scade lo sconto, benzina e diesel saliranno di 6 centesimi

3 luglio 2026·5 min di lettura

In breve: Dal 4 luglio le accise sui carburanti tornano alle aliquote ordinarie. Benzina self attesa a ~1,865 €/L (+6,1 cent), gasolio a ~1,943 €/L (+6,1 cent). Sul pieno da 50 litri: circa 3 euro in più. Il governo non rinnova lo sconto perché il Brent è sceso del 25% in un mese.

Dal 4 luglio le accise sui carburanti torneranno alle aliquote ordinarie. Il taglio introdotto a marzo 2026 come risposta emergenziale ai rincari legati alla crisi mediorientale non verrà rinnovato: il governo ha valutato che il calo del petrolio delle ultime settimane renda la misura non più necessaria, oltre che difficilmente sostenibile per i conti pubblici. Per gli automobilisti italiani significa circa 3 euro in più a ogni pieno da 50 litri a partire da domani mattina.

Quanto costeranno benzina e diesel dal 4 luglio

Con il ritorno alle aliquote ordinarie, i prezzi medi attesi sulla rete stradale sono i seguenti:

CarburantePrezzo oggiDal 4 luglioVariazione
Benzina self (rete)1,804 €/L~1,865 €/L+6,1 cent/L
Gasolio self (rete)1,882 €/L~1,943 €/L+6,1 cent/L
Benzina self (autostrada)1,893 €/L~1,954 €/L+6,1 cent/L
Gasolio self (autostrada)1,968 €/L~2,029 €/L+6,1 cent/L

Prezzi stimati al netto dello sconto accise e della relativa IVA. I valori effettivi dipenderanno dall'aggiornamento dei listini da parte dei singoli gestori.

Su un pieno da 50 litri, l'aumento varrà circa 3,05 euro sia per la benzina che per il gasolio.

Perché il governo non ha rinnovato lo sconto

La misura era in vigore da metà marzo, con aliquote ridotte di 5 centesimi al litro su benzina e gasolio (6,1 centesimi IVA inclusa). Il costo per le casse pubbliche è stato rilevante, e con il Brent sceso dai 126 dollari al barile del 30 aprile agli attuali 70-71 dollari — un calo del 25% in poco più di un mese — il governo ha ritenuto venuta meno la giustificazione di emergenza.

Il ministro dell'Economia ha dichiarato a fine giugno che lo sconto stava per esaurirsi perché la distensione geopolitica ha generato un calo dei prezzi alla pompa, rendendo la misura non più necessaria nella situazione attuale. Il ministro per l'Ambiente ha aggiunto che non sussistono le condizioni per una proroga.

Il paradosso: il petrolio crolla ma alla pompa si pagherà di più

Il punto che ha irritato consumatori e associazioni di categoria è il seguente: il Brent è sceso del 25,5% in un mese, ma i prezzi alla pompa nello stesso periodo si sono ridotti solo di circa il 6%. Gli automobilisti non hanno beneficiato appieno del crollo del greggio — per il già noto effetto razzo-piuma — e ora, con la fine dello sconto fiscale, si troveranno a pagare di più rispetto a poche settimane fa nonostante la materia prima costi meno.

Le associazioni dei consumatori chiedono che il governo valuti una riduzione strutturale delle accise, anziché misure temporanee legate alle emergenze. Le accise italiane sui carburanti restano tra le più elevate d'Europa: circa 0,728 €/L sulla benzina e 0,617 €/L sul gasolio, a cui si aggiunge l'IVA al 22% applicata sull'intera cifra accise incluse.

Un segnale positivo: i prezzi consigliati scendono

Non tutto va nella direzione del rialzo. Nelle ultime ore alcune compagnie hanno comunicato riduzioni dei prezzi consigliati: tra queste, Eni ha tagliato la benzina di 2 centesimi al litro e Q8 ha ridotto di 2 centesimi il gasolio. Un segnale che la pressione del governo e la prosecuzione del calo del greggio stanno almeno in parte bilanciando il ritorno delle accise piene.

L'effetto netto sui prezzi che gli automobilisti troveranno da domani dipenderà dalla velocità con cui i singoli gestori recepiscono queste indicazioni.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Con il Brent stabile intorno ai 70-71 dollari — livelli che non si vedevano da mesi — c'è margine teorico per un ulteriore calo dei prezzi industriali che potrebbe compensare, almeno parzialmente, il ritorno delle accise ordinarie. Il governo ha escluso al momento ulteriori interventi, ma ha ribadito la disponibilità a monitorare l'andamento e a intervenire se le condizioni di mercato dovessero deteriorarsi.

Per ora, la strategia è quella del mercato che si aggiusta da solo: meno greggio costoso, meno pressione sui prezzi finali, meno necessità di sussidi fiscali. Se la discesa del petrolio proseguirà, i gestori potrebbero trovarsi a rivedere i listini verso il basso anche nei prossimi giorni, attenuando ulteriormente l'impatto per i consumatori.

Monitora i prezzi aggiornati nella tua città su Allapompa — i dati vengono aggiornati ogni mattina con i rilevamenti ufficiali MIMIT.

Domande frequenti

Quanto sale la benzina dal 4 luglio 2026?

La benzina self sulla rete stradale è attesa a circa 1,865 €/L, con un aumento di 6,1 centesimi rispetto ai prezzi attuali (1,804 €/L). Su un pieno da 50 litri, l'aumento è di circa 3,05 euro.

Perché il governo non ha rinnovato lo sconto sulle accise?

Il Brent è sceso da 126 a 70-71 dollari al barile in poco più di un mese (-25%), facendo venir meno la giustificazione emergenziale della misura. Il costo per i conti pubblici era rilevante e il governo ha ritenuto non sussistano le condizioni per una proroga.

Quanto costano le accise italiane sul carburante?

Le accise italiane sono tra le più alte d'Europa: circa 0,728 €/L sulla benzina e 0,617 €/L sul gasolio. A queste si aggiunge l'IVA al 22% applicata sull'intera cifra, accise incluse.

I prezzi potrebbero scendere di nuovo nonostante la fine dello sconto?

Con il Brent stabile intorno ai 70-71 dollari c'è margine teorico per ulteriori riduzioni dei prezzi industriali. Alcune compagnie (Eni, Q8) hanno già comunicato tagli dei prezzi consigliati, che potrebbero compensare parzialmente il ritorno delle accise ordinarie.