In breve: Sabato 5 luglio benzina self a 1,820 €/L (+17 millesimi), gasolio a 1,899 €/L (+17 millesimi). Sul pieno da 50 litri circa 1 euro in più — molto meno dei 3 euro teorici. Il Brent sotto 70 dollari ha attenuato il rincaro da accise.
Il primo giorno senza il taglio sulle accise ha dato i suoi numeri. Sabato 5 luglio benzina e gasolio hanno segnato i primi rialzi dopo oltre venti giorni di calo consecutivo: aumenti contenuti, nell'ordine dei 15–17 millesimi al litro, merito di un Brent che nel frattempo è scivolato sotto i 70 dollari. Ma il trend si è invertito, e questa settimana dirà quanto durerà.
Sabato 5 luglio, primo giorno pieno senza lo sconto sulle accise, i rialzi si sono materializzati su tutta la rete:
| Carburante | Giovedì 3 luglio | Sabato 5 luglio | Variazione |
|---|---|---|---|
| Benzina self (rete) | 1,803 €/L | 1,820 €/L | +17 millesimi |
| Gasolio self (rete) | 1,882 €/L | 1,899 €/L | +17 millesimi |
| Benzina self (autostrada) | 1,894 €/L | 1,907 €/L | +13 millesimi |
| Gasolio self (autostrada) | 1,968 €/L | 1,978 €/L | +10 millesimi |
Il maggior costo su un pieno da 50 litri rispetto a prima della scadenza è di circa 1 euro — molto meno dei 3 euro teorici che il ritorno delle accise ordinarie avrebbe dovuto generare.
Lo sconto sulle accise era di 6,1 centesimi al litro IVA inclusa — le stime della vigilia parlavano di 3 euro in più per pieno. La sua scadenza avrebbe dovuto tradursi in un rincaro di quella misura esatta. Nella pratica il rialzo del primo giorno si è fermato a 15–17 millesimi.
Il motivo è il petrolio: il Brent è sceso sotto i 70 dollari al barile, livello che non si vedeva da oltre un anno, grazie alla distensione geopolitica seguita all'accordo USA-Iran di metà giugno. Il calo del prezzo industriale ha compensato buona parte del venir meno dello sgravio fiscale.
Il problema è che questo equilibrio è fragile. Lo Stretto di Hormuz — il corridoio marittimo attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale — resta un punto di tensione latente nonostante l'accordo. Un peggioramento della situazione geopolitica potrebbe far rimbalzare il Brent e amplificare rapidamente i rincari alla pompa.
La misura aveva pesato circa 2 miliardi di eurosulle casse pubbliche tra marzo e giugno. Con il Brent sceso del 25% dal picco di aprile e i prezzi alla pompa già in calo da oltre venti giorni, il governo ha ritenuto venuta meno la giustificazione di emergenza. Il ministro dell'Economia aveva dichiarato che la distensione geopolitica rendeva la misura non più necessaria nella situazione attuale.
Le associazioni dei consumatori contestano questa lettura: il calo alla pompa è stato del 6% a fronte di un crollo del greggio del 25%, e la fine dello sconto fiscale rischia di azzerare in pochi giorni un risparmio che gli automobilisti hanno beneficiato solo in parte per l'effetto razzo-piuma.
In parallelo alla vicenda accise, le associazioni di categoria Faib Confesercenti e Fegica hanno sollevato una questione di fondo: il commercio illegale dei carburanti sottrae ogni anno alle casse dello Stato circa 12 miliardi di euro — sei volte i 2 miliardi spesi in questi mesi per calmierare i prezzi. I gestori sostengono che una riforma strutturale del settore potrebbe valere da sola 10 centesimi in meno al litro per gli automobilisti, senza necessità di sussidi pubblici.
I prezzi di lunedì e martedì daranno la misura reale di quanto il mercato stia assorbendo la scadenza delle accise. Se il Brent dovesse mantenersi sotto i 70 dollari, il rialzo potrebbe stabilizzarsi o addirittura rientrare parzialmente. Se invece il greggio rimbalzasse, i prezzi alla pompa potrebbero salire in modo più deciso nei prossimi giorni.
Il governo ha escluso nuovi interventi nell'immediato, ma ha lasciato aperta la possibilità di rivalutare la situazione se le condizioni di mercato dovessero deteriorarsi. Prima della scadenza, il ministro Urso aveva convocato le compagnie petrolifere per frenare la discesa dei prezzi.
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Di quanto è salita la benzina dopo la scadenza delle accise?
Sabato 5 luglio la benzina self sulla rete stradale è salita a 1,820 €/L, con un rialzo di 17 millesimi rispetto a giovedì 3 luglio (1,803 €/L). Molto meno dei 6,1 centesimi teorici grazie al Brent sceso sotto 70 dollari al barile.
Perché il rincaro da fine accise è stato più contenuto del previsto?
Il Brent è sceso sotto i 70 dollari al barile — livello che non si vedeva da oltre un anno — compensando buona parte del venir meno dello sgravio fiscale da 6,1 cent/L. L'effetto netto sul pieno da 50 litri è stato di circa 1 euro anziché i 3 euro teorici.
Il governo potrebbe rinnovare lo sconto sulle accise?
Il governo ha escluso nuovi interventi nell'immediato, ma ha lasciato aperta la possibilità di rivalutare la situazione se le condizioni di mercato dovessero deteriorarsi. La misura aveva pesato circa 2 miliardi di euro sulle casse pubbliche tra marzo e giugno.
Cosa aspettarsi per i prezzi di benzina e gasolio questa settimana?
Se il Brent dovesse mantenersi sotto i 70 dollari, il rialzo potrebbe stabilizzarsi o rientrare parzialmente. Se invece il greggio rimbalzasse per tensioni su Hormuz o altri fattori geopolitici, i prezzi alla pompa potrebbero salire in modo più deciso.