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Benzina e gasolio giù per tredici giorni di fila, ma il risparmio reale è ancora limitato

Dal 9 giugno i prezzi dei carburanti scendono senza interruzioni. Tredici giorni consecutivi di ribassi, un fatto che non si vedeva da mesi. Eppure le associazioni dei consumatori protestano: la discesa è troppo lenta rispetto al crollo del petrolio, e la scadenza del 3 luglio rischia di azzerare tutto.

22 giugno 2026·5 min di lettura
In breve
13 giorni consecutivi di ribassi dal 9 giugno 2026
Benzina self rete: 1,835 €/L — gasolio self rete: 1,930 €/L (22 giugno)
Brent sceso del 24% in un mese; benzina calata solo del 6,4%, gasolio del 2,5%
Risparmio reale su pieno da 50L: ~3,50 € gasolio, ~3,55 € benzina (in autostrada)
Consumatori chiedono intervento del governo e possibile esposto all'Antitrust
Il 3 luglio scadono le accise ridotte: rischio rialzo automatico di 6,1 cent/L

I prezzi oggi

Lunedì 22 giugno, la benzina self service sulla rete stradale ordinaria si attesta a 1,835 €/L, il gasolio a 1,930 €/L. Entrambi restano sotto la soglia dei 2 euro, che era stata superata nei mesi più critici della crisi mediorientale.

In autostrada i prezzi rimangono significativamente più alti: benzina self a 1,939 €/L, gasolio a 2,025 €/L.

DataBenzina selfGasolio self
20 giugno1,841 €/L1,937 €/L
21 giugno1,837 €/L1,933 €/L
22 giugno1,835 €/L1,930 €/L

Prezzi medi nazionali rete ordinaria — fonte MIMIT

Il divario tra il calo del petrolio e quello alla pompa

Il Brent è sceso da 105 dollari al barile del 20 maggio agli attuali 80 dollari: un crollo del 24% in un mese, accelerato dall'accordo tra Stati Uniti e Iran siglato il 17 giugno. Nello stesso periodo, la benzina è calata da 1,961 a 1,835 €/L, pari al 6,4%. Il gasolio è passato da 1,980 a 1,930 €/L: appena il 2,5%.

Dal 9 giugno — giorno prima dell'inizio della discesa — il gasolio in autostrada in modalità self è sceso del 3,33%, pari a circa 7 centesimi al litro. Tradotto in euro su un pieno da 50 litri: 3,50 euro di risparmio. Per la benzina in autostrada il calo è del 3,53%, pari a 7,1 centesimi al litro, ovvero 3,55 euro a rifornimento.

Sono cifre concrete ma lontane da quello che la discesa del greggio avrebbe teoricamente potuto generare. Il motivo è strutturale: i distributori smaltiscono le scorte già acquistate a prezzi più alti, e i listini si adeguano con un ritardo di diversi giorni. È il cosiddetto effetto "razzo e piuma" — i prezzi salgono in fretta e scendono lentamente — che in questa fase è particolarmente evidente.

Le richieste dei consumatori

Le associazioni dei consumatori chiedono un intervento del governo. La posizione espressa dall'Unione Nazionale Consumatori è che i ribassi, pur reali, siano del tutto sproporzionati rispetto alla caduta del greggio, e che il settore dovrebbe trasferire più rapidamente il beneficio agli automobilisti. L'associazione ha chiesto all'esecutivo di convocare le compagnie petrolifere per sollecitare un'accelerazione dei ribassi.

Nel frattempo, anche l'Antitrust è monitorata come possibile soggetto di intervento, con esposti già preannunciati da più fronti per verificare se la lentezza dei ribassi sia giustificata da reali dinamiche di mercato o rifletta comportamenti speculativi.

La variabile che pesa di più: il 3 luglio

La discesa in corso ha una data limite: il 3 luglio 2026, quando scade il taglio delle accise in vigore da inizio marzo. Lo sconto attuale è di 5 centesimi al litro su benzina e gasolio, pari a 6,1 centesimi IVA inclusa.

Se il governo non rinnovasse la misura, dal 4 luglio i prezzi alla pompa potrebbero salire automaticamente di quella cifra — indipendentemente da dove si troverà il Brent in quel momento. Significa che anche se il petrolio continuasse a scendere, la fine dello sgravio fiscale annullerebbe in un colpo solo buona parte del risparmio accumulato nelle ultime due settimane.

⚠️ Con il Brent stabilizzato intorno agli 80 dollari e la situazione mediorientale in miglioramento, il governo potrebbe decidere di non prorogare la misura, ritenendo che il mercato abbia già corretto autonomamente. La decisione è attesa entro fine giugno.

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📍 Trova prezzi vicino a teLeggi anche: perché i prezzi scendono lentamente →

Domande frequenti

Quanti giorni consecutivi stanno scendendo i prezzi dei carburanti? +
Dal 9 giugno 2026, i prezzi di benzina e gasolio scendono senza interruzioni: al 22 giugno sono tredici giorni consecutivi di ribassi, un fatto che non si registrava da mesi.
Quanto si risparmia su un pieno dopo tredici giorni di ribassi? +
Su un pieno da 50 litri in autostrada, il risparmio è di circa 3,50 euro per il gasolio (7 centesimi al litro) e 3,55 euro per la benzina (7,1 centesimi al litro), rispetto al 9 giugno.
Perché il calo della benzina è molto inferiore al crollo del petrolio? +
È il cosiddetto effetto 'razzo e piuma': i prezzi alla pompa salgono rapidamente quando il greggio sale, ma scendono molto lentamente. I gestori smaltiscono le scorte già acquistate a prezzi più alti prima di adeguare i listini ai nuovi prezzi del greggio.
Cosa succede ai prezzi il 3 luglio 2026? +
Il 3 luglio 2026 scade il taglio delle accise da 5 centesimi al litro (6,1 centesimi IVA inclusa) su benzina e gasolio. Se il governo non rinnova la misura, i prezzi potrebbero salire automaticamente di quella cifra dal 4 luglio.
Data: 22 giugno 2026