HomeNewsBenzina e gasolio dopo l'accordo USA-Iran
Analisi

Benzina e gasolio dopo l'accordo USA-Iran: i prezzi scendono, ma lentamente. Ecco perché e cosa aspettarsi

Il Brent è tornato intorno agli 80-83 dollari al barile, lontano dal picco di 126 dollari del 30 aprile. Alla pompa i prezzi stanno calando, ma chi si aspetta un ritorno rapido ai livelli pre-crisi rischia di restare deluso.

17 giugno 2026·6 min di lettura
In breve
Brent a 80-83 $/barile, giù dal picco di 126$ del 30 aprile
Benzina self oggi: ~1,881-1,890 €/L sulla rete ordinaria
Gasolio più caro della benzina: effetto decreto accise del 7 giugno
Firma definitiva accordo USA-Iran prevista per il 19 giugno a Ginevra
Riapertura Hormuz: 40-50 giorni per le operazioni di sicurezza marittima
Previsioni Brent: 80-90 $/barile fino a ottobre 2026

Dove sono i prezzi oggi

Al 16 giugno, il prezzo medio nazionale della benzina self service sulla rete ordinaria si attesta intorno a 1,881-1,890 €/L, con il gasolio poco sopra i 2 euro al litro.

Un dettaglio vale la pena segnalare: da qualche settimana il gasolio costa più della benzina, un'inversione rispetto alla normalità storica. La causa è il decreto del 7 giugno, che ha dimezzato lo sconto sulle accise per il diesel — da 10 a 5 centesimi al litro — lasciando invariato quello sulla benzina. L'effetto si vede direttamente alla pompa.

Benzina self
~1,890 €/L
rete ordinaria, 16 giugno 2026
Gasolio self
> 2,000 €/L
inversione rispetto alla normalità storica

Perché i prezzi non crollano subito: l'effetto razzo e piuma

La discesa c'è, ma è lenta. È il cosiddetto effetto "razzo e piuma": quando il petrolio sale, i prezzi alla pompa salgono rapidamente come un razzo; quando scende, calano molto più lentamente, come una piuma.

Il meccanismo è strutturale. I gestori acquistano il carburante con qualche giorno di anticipo: le scorte già pagate a prezzi elevati devono essere smaltite prima che i nuovi listini più bassi si possano applicare. Inoltre, i margini compressi durante la fase di rincaro tendono a essere recuperati gradualmente nella fase di discesa. Il risultato è che i consumatori beneficiano del calo del greggio con un ritardo di diversi giorni, talvolta settimane.

Nelle ultime settimane, con le trattative tra Washington e Teheran che progredivano, i prezzi alla pompa sono già scesi di circa 5 centesimirispetto ai picchi. Dopo la firma del 19 giugno è atteso un ulteriore calo nell'ordine dei 10 centesimi, che si materializzerà progressivamente.

La riapertura di Hormuz non è immediata

L'accordo prevede la revoca del blocco navale e la rimozione delle restrizioni al traffico marittimo nello stretto, ma la normalizzazione dei flussi richiederà tempo. Le operazioni di sminamento dei fondali richiedono secondo le stime delle autorità di sicurezza marittima dai 40 ai 50 giorni prima che armatori, assicuratori e compagnie petrolifere riprendano la navigazione a pieno regime.

Rimane inoltre aperta la questione dei pedaggi: l'Iran aveva tentato di imporre un compenso legato al carico delle petroliere. Il presidente Trump ha dichiarato "apertura senza pedaggio", ma fonti vicine a Teheran non confermano che la questione sia definitivamente chiusa.

Le incognite che pesano sulle previsioni

Diversi fattori rendono difficile prevedere un ritorno rapido ai prezzi pre-guerra.

La tenuta dell'accordo.Si tratta al momento di un memorandum di principi che dovrà essere seguito da una fase negoziale su nodi molto più complessi, nucleare compreso. L'Iran ha dimostrato di avere un controllo di fatto sullo stretto e potrebbe richiuderlo in caso di nuove tensioni.

La ricostituzione delle scorte. Durante il conflitto, Cina, Europa e Stati Uniti hanno attinto alle proprie riserve strategiche. Con la riapertura, queste riserve dovranno essere ricostituite, generando nuova domanda sul mercato globale e frenando la discesa dei prezzi.

I tempi di riparazione degli impianti.I mesi di conflitto hanno danneggiato infrastrutture estrattive e di raffinazione nell'area. Il ripristino completo richiederà mesi per la logistica e anni per gli impianti, il che significa che i flussi di approvvigionamento non torneranno ai volumi di febbraio 2026 nell'immediato.

La stagionalità.Le scorte di cherosene per l'aviazione civile — legate ai movimenti turistici estivi — sono ai minimi storici. La ricostituzione di queste scorte competirà con la domanda di benzina e diesel nelle prossime settimane.

Le previsioni sui prezzi fino a ottobre

Il quadro che emerge dalle analisi di mercato disponibili indica un Brent destinato a rimanere tra 80 e 90 dollari al barile fino a ottobre, con tensioni residue legate alle incognite sopra elencate. A questi livelli, una volta assorbito l'aggiustamento delle accise, benzina e gasolio sulla rete ordinaria si potrebbero attestare intorno a 1,90-1,95 €/L.

⚠️ La variabile decisiva per gli automobilisti italiani rimane la scadenza del 3 luglio, quando il taglio delle accise in vigore potrebbe non essere rinnovato. Se il mercato continuerà a scendere, l'impatto netto potrebbe comunque risultare positivo. Se il petrolio dovesse rimbalzare, la perdita dello sconto fiscale si sommerebbe al rialzo del greggio.

Controlla i prezzi aggiornati nella tua città — dati ufficiali MIMIT.

📍 Trova prezzi vicino a teLeggi anche: il primo crollo del Brent →

Domande frequenti

Perché i prezzi alla pompa scendono lentamente anche se il petrolio è calato molto? +
È il cosiddetto effetto 'razzo e piuma': quando il petrolio sale, i prezzi alla pompa salgono rapidamente; quando scende, calano molto più lentamente. I gestori acquistano il carburante con giorni di anticipo e devono smaltire le scorte già pagate a prezzi elevati prima di applicare i nuovi listini più bassi.
Quando è atteso un ulteriore calo della benzina dopo la firma del 19 giugno? +
Dopo la firma definitiva dell'accordo USA-Iran prevista per il 19 giugno 2026, è atteso un ulteriore calo nell'ordine dei 10 centesimi al litro, che si materializzerà progressivamente nel corso di diversi giorni o settimane.
Perché il gasolio ora costa più della benzina? +
Il decreto del 7 giugno ha dimezzato lo sconto sulle accise per il diesel, portandolo da 10 a 5 centesimi al litro, lasciando invariato quello sulla benzina. L'effetto si vede direttamente alla pompa: il gasolio è diventato più caro della benzina, invertendo la normalità storica.
Quali sono le previsioni sui prezzi della benzina fino a ottobre 2026? +
Le analisi di mercato indicano un Brent destinato a restare tra 80 e 90 dollari al barile fino a ottobre, con tensioni residue legate alle incognite su Hormuz e alla ricostituzione delle scorte. A questi livelli benzina e gasolio sulla rete ordinaria potrebbero attestarsi intorno a 1,90-1,95 €/L.
Data: 17 giugno 2026