In breve: Benzina self a 1,949 €/L (massimo da maggio), gasolio a 2,124 €/L (massimo da aprile). Il Brent supera i 90 dollari. Rispetto al 3 luglio: +15 cent/L sulla benzina, +24 cent/L sul gasolio. Il governo valuta le accise mobili e potrebbe varare in giornata il ddl Concorrenza con la riforma dei 22.000 distributori italiani.
Il Brent ha superato i 90 dollari al barile e i prezzi dei carburanti continuano a salire. Oggi, 23 luglio, la benzina self service sulla rete ordinaria tocca 1,949 euro al litro — il massimo da maggio — mentre il gasolio raggiunge 2,124 euro, il livello più alto da aprile. Il governo esclude un nuovo taglio immediato delle accise ma lascia aperta la strada delle accise mobili, e oggi potrebbe varare in Consiglio dei ministri il ddl Concorrenza con una riforma strutturale della rete dei distributori.
| Carburante | Rete ordinaria | Rete autostradale |
|---|---|---|
| Benzina self | 1,949 €/L | 2,040 €/L |
| Gasolio self | 2,124 €/L | 2,196 €/L |
| GPL self | 0,745 €/L | 0,879 €/L |
Rispetto a martedì 22 luglio, benzina e gasolio segnano rispettivamente +7 e +17 millesimi sulla rete ordinaria. Il gasolio autostradale è ormai stabilmente sopra i 2,19 euro al litro. Rispetto al 3 luglio — ultimo giorno di sconto sulle accise — la benzina è salita di circa 15 centesimi al litro, il gasolio di oltre 24 centesimi: su un pieno da 50 litri rispettivamente 7,50 e 12 euro in più.
La ripresa dei bombardamenti tra Stati Uniti e Iran ha rimesso pressione sulle quotazioni del greggio. Il Brent ha superato quota 90 dollari al barile, riportandosi sui livelli di fine marzo. Sembrano lontanissimi i 70 dollari di inizio luglio, quando la distensione post-accordo aveva fatto sperare in una stabilizzazione duratura.
La dinamica è quella già vista in primavera: le tensioni nello Stretto di Hormuz si trasmettono in pochi giorni ai listini alla pompa, mentre il percorso inverso — quando le tensioni allentano — è molto più lento. Il rialzo di luglio ha già più che azzerato i benefici del calo di giugno.
Il ministro delle Imprese ha ribadito che i prezzi italiani, pur in crescita, restano in linea o sotto la media europea. Il governo è disponibile a intervenire se necessario, ma non con un nuovo taglio secco delle accise — troppo costoso per le casse pubbliche dopo i miliardi già spesi tra marzo e luglio.
Lo strumento che si valuta è quello delle accise mobili: un meccanismo che taglia le accise finanziandosi con l'extra gettito IVA generato dai prezzi più alti. Rispetto al taglio diretto, ha un vantaggio (non pesa sul deficit) e uno svantaggio rilevante: non è immediato. Richiede che il prezzo del greggio salga, che l'IVA aggiuntiva venga incassata, e solo allora la riduzione dell'accisa si può applicare. Il ministro dell'Economia ha confermato che il meccanismo verrà valutato, ma al momento non sussistono ancora le condizioni tecniche per attivarlo.
La notizia di oggi che guarda più lontano non riguarda i prezzi di questa settimana, ma la struttura della rete italiana di rifornimento. Il Consiglio dei ministri dovrebbe varare nelle prossime ore un disegno di legge sulla concorrenza che dedica oltre la metà del testo alla riforma dei distributori di carburante.
L'obiettivo è ridurre il numero di impianti — oggi oltre 22.000 in Italia, contro i 14.000 della Germania e i 10.000 della Francia — eliminando quelli piccoli e obsoleti che non raggiungono economie di scala sufficienti. Solo il 5% delle stazioni italiane supera i 3,5 milioni di litri erogati all'anno, che è la media europea. Impianti così piccoli non possono né investire sulla qualità dei servizi né applicare sconti strutturali alla clientela.
Il ddl prevede anche incentivi per la riconversione delle stazioni verso la ricarica elettrica e i biocarburanti — 40 milioni di euro l'anno dal 2028 al 2030 — e norme più rigide per la chiusura degli impianti inefficienti.
La riforma non avrà effetti sui prezzi nel breve termine, ma punta a creare nel medio periodo una rete più concentrata, con volumi maggiori per impianto e più margini per competere sul prezzo.
In questo quadro di rincari generalizzati, il GPL si conferma l'unico carburante che tiene: 0,745 €/L sulla rete ordinaria, sostanzialmente invariato rispetto alle settimane precedenti. Il risparmio rispetto alla benzina supera oggi il 60% per litro equivalente. Per chi guida un veicolo bifuel, il momento attuale rende particolarmente conveniente privilegiare il GPL ove possibile.
Per calcolare quanto risparmieresti su base annua con il GPL rispetto alla benzina usa il calcolatore del pieno. Per pianificare i rifornimenti durante le vacanze consulta la guida ai rifornimenti in vacanza.
Controlla i prezzi aggiornati nella tua città su Alla Pompa — i dati vengono aggiornati ogni mattina con i rilevamenti ufficiali MIMIT. Con il gasolio oltre 2,12 €/L, la differenza tra il distributore più caro e quello più economico nella stessa città vale oggi fino a 6 euro a pieno.
Ieri, 21 luglio → Niente taglio accise: benzina a 1,942 €/L, gasolio a 2,107 €/L. L'estate si annuncia cara
Quanto costa la benzina oggi 23 luglio 2026?
Oggi 23 luglio la benzina self service sulla rete ordinaria è a 1,949 €/L — il massimo da maggio. In autostrada è a 2,040 €/L. Rispetto al 3 luglio la benzina è salita di circa 15 centesimi al litro, con 7,50 euro in più su un pieno da 50 litri.
Quanto costa il gasolio oggi 23 luglio 2026?
Oggi 23 luglio il gasolio self service sulla rete ordinaria è a 2,124 €/L — il livello più alto da aprile. In autostrada è a 2,196 €/L. Rispetto al 3 luglio il gasolio è salito di oltre 24 centesimi al litro, con 12 euro in più su un pieno da 50 litri.
Cosa sono le accise mobili sui carburanti?
Le accise mobili sono un meccanismo che riduce le accise sui carburanti finanziandosi con l'extra gettito IVA generato dai prezzi più alti. Non pesano sul deficit pubblico, ma non sono immediate: richiedono che il prezzo del greggio salga, che l'IVA aggiuntiva venga incassata, e solo allora si applica la riduzione.
Cos'è il ddl Concorrenza sui distributori di carburante?
Il ddl punta a ridurre i 22.000 distributori italiani — contro 14.000 in Germania e 10.000 in Francia — eliminando gli impianti piccoli e obsoleti. Solo il 5% supera i 3,5 milioni di litri annui (media europea). Prevede 40 milioni di euro l'anno dal 2028 al 2030 per la riconversione verso ricarica elettrica e biocarburanti.
Perché il GPL è più conveniente oggi?
Il GPL è a 0,745 €/L sulla rete ordinaria, sostanzialmente invariato. Il risparmio rispetto alla benzina supera il 60% per litro equivalente. Con la benzina a 1,949 €/L, chi guida un veicolo bifuel ha oggi un vantaggio significativo privilegiando il GPL.