Benzina a 2,014 €/L, gasolio a 2,131: accise prorogate al 5 settembre, il governo studia il bonus in busta paga
Venerdì 28 agosto i prezzi dei carburanti segnano un lieve calo rispetto ai giorni scorsi: benzina self a 2,014 €/L sulla rete ordinaria, gasolio a 2,131 €/L. Il taglio sulle accise del gasolio, approvato per l'ennesima volta in Consiglio dei ministri mercoledì 26 agosto, è stato prorogato fino al 5 settembre— il tredicesimo decreto su questo tema da marzo ad oggi. Ma il governo è già al lavoro su una via d'uscita dagli sconti generalizzati: sul tavolo c'è l'ipotesi di un bonus benzina in busta paga fino a 200 euro, e di buoni carburante per le famiglie con ISEE più basso.
I prezzi di oggi
Rispetto a ieri la benzina scende di 2 millesimi (da 2,016 €/L), il gasolio di 3 millesimi (da 2,134 €/L). In autostrada la benzina cede 1 millesimo (da 2,096), il gasolio 4 millesimi (da 2,210). Un calo modesto, ma che interrompe la sequenza di rialzi degli ultimi giorni.
Il differenziale tra rete ordinaria e autostrada si mantiene a circa 8 centesimi sulla benzina e 7,5 sul gasolio — su un pieno da 60 litri vale ancora 4,5-5 euro. Come ricordato nella guida ai rifornimenti in autostrada, uscire al casello per rifornirsi sulla rete ordinaria rimane la strategia più efficace per chi viaggia.
Il tredicesimo decreto: accise prorogate al 5 settembre
Il Consiglio dei ministri del 26 agosto ha approvato una nuova proroga del taglio sulle accise sul gasolio, questa volta fino al 5 settembre, al costo di circa 130 milioni di euro. È il tredicesimo intervento dall'inizio della crisi carburanti a marzo 2026.
La scadenza del 5 settembre non è casuale: coincide con la fine del weekend del controesodo, quando i flussi di rientro dalle vacanze esauriranno la domanda estiva di carburante. Dal 6 settembre sarà disponibile l'extra gettito IVA di agosto, che il governo potrà utilizzare per valutare il ritorno delle accise mobili — lo strumento automatico già attivato in alcune fasi di questa estate. La benzina resta esclusa dalla misura nonostante sia anch'essa stabilmente sopra i 2 euro al litro. Il Codacons ha definito la proroga insufficiente per questo motivo.
La svolta in arrivo: fine degli sconti generalizzati, arrivano i bonus mirati
Il vero segnale della giornata non riguarda i prezzi di oggi ma le intenzioni del governo per i prossimi mesi. L'esecutivo ha apertamente dichiarato che gli aiuti a pioggia — i tagli generalizzati alle accise che hanno già pesato per oltre 400 milioni di eurosulle casse pubbliche da luglio ad oggi — finiranno con l'autunno, perché troppo onerosi e non sufficientemente selettivi. Al loro posto si lavora su due strumenti distinti.
Il bonus in busta paga.Sul modello del buono carburante da 200 euro introdotto nel 2022 dal governo Draghi, l'ipotesi è consentire ai datori di lavoro di riconoscere ai dipendenti un voucher carburante esente da tassazione, scaricabile come costo d'impresa attraverso i fringe benefit. Il lavoratore riceverebbe il beneficio attraverso l'azienda, senza che l'importo concorra alla formazione del reddito imponibile.
Il buono per le famiglie a basso reddito. La seconda ipotesi — sostenuta in particolare dal ministro Urso — prevede un contributo da 100 euro accreditato sulla Carta Dedicata a te, riservato a chi ha un ISEE inferiore ai 15.000 euro. Una proposta alternativa prevede un fondo da 1 miliardo per nuclei familiari con ISEE fino a 20.000 euro, con buoni fino a 100 euro per singolo nucleo.
Per le partite IVA si valuta una strada fiscale: una ulteriore deduzione o detrazione sulle spese di carburante per uso professionale, con modalità ancora da definire. Nessuna di queste misure è ancora stata approvata.
Le critiche: il Codacons boccia la svolta selettiva
Il passaggio dagli sconti generalizzati agli aiuti mirati non convince le associazioni dei consumatori. Il Codacons ha già espresso contrarietà netta: i rincari colpiscono tutti — non solo i redditi bassi — e un bonus selettivo lascerebbe senza sostegno la larga fascia di lavoratori con redditi medi che usano l'auto per lavoro ogni giorno. La critica tocca un punto strutturale: come già analizzato nella guida sulle accise, la componente fiscale pesa per oltre il 60% sul prezzo finale della benzina, indipendentemente dal reddito di chi rifornisce. Un bonus da 100 euro una tantum equivale al risparmio di circa 5-6 rifornimenti full completi — sufficiente a coprire meno di due mesi per un pendolare medio.
Il Sud paga di più: il gasolio è più caro al Mezzogiorno
Un dato che emerge dall'analisi territoriale: il gasolio registra rincari sistematicamente più elevati nel Mezzogiorno rispetto al Nord. Campania, Sicilia, Calabria e Sardegna presentano prezzi medi sulla rete ordinaria superiori di 3-5 centesimi al litro rispetto alle regioni settentrionali. Una forbice che amplifica l'impatto del caro carburanti proprio nelle aree dove il reddito medio è più basso e il trasporto su gomma è l'unica alternativa concreta agli spostamenti. Questo squilibrio geografico è uno degli argomenti a favore di un intervento selettivo per aree, oltre che per fasce di reddito — ipotesi che però non risulta ancora sul tavolo del governo.
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Fino a quando sono prorogate le accise sul gasolio?+
Il Consiglio dei ministri del 26 agosto ha prorogato il taglio delle accise sul gasolio fino al 5 settembre 2026. È il tredicesimo decreto su questo tema dall'inizio della crisi carburanti a marzo 2026.
Come funziona il bonus benzina in busta paga?+
L'ipotesi allo studio prevede un voucher carburante fino a 200 euro erogato dal datore di lavoro, esente da tassazione e scaricabile come costo d'impresa attraverso i fringe benefit. Il lavoratore riceverebbe il beneficio senza che l'importo concorra alla formazione del reddito imponibile.
A chi spetterebbe il buono carburante per famiglie a basso reddito?+
L'ipotesi sostenuta dal ministro Urso prevede un contributo da 100 euro accreditato sulla Carta Dedicata a te, riservato a chi ha un ISEE inferiore ai 15.000 euro. Una proposta alternativa prevede un fondo da 1 miliardo per nuclei familiari con ISEE fino a 20.000 euro.
