
In sintesi:Il Consiglio dei ministri del 4 agosto ha prorogato il taglio accise sul gasolio fino al 25 agosto. Lo sconto rimane a 17 centesimi al litro IVA inclusa — esattamente quello già in vigore dal 28 luglio. La benzina resta esclusa. Costo dell'intervento: 245 milioni di euro, coperti da accise mobili e tagli ai ministeri. Il gasolio stamattina è già tornato a 2,100 €/L.
Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera, 4 agosto, la proroga del taglio sulle accise del gasolio fino al 25 agosto. Lo sconto rimane invariato a 17 centesimi al litro IVA inclusa — esattamente quello già in vigore dal 28 luglio, che sarebbe scaduto dopodomani, giovedì 7 agosto. La benzina resta fuori dalla misura, nonostante le richieste delle associazioni dei consumatori. Il costo complessivo dell'intervento è di 245 milioni di euro, coperti in parte dalle accise mobili e in parte da tagli alle spese dei ministeri.
Il gasolio è già tornato ai livelli più alti da quando è entrato in vigore l'ultimo decreto — il giorno stesso dell'approvazione della proroga. La benzina è stabile a un centesimo sotto i 2 euro sulla rete ordinaria.
Nella pratica, nulla cambia rispetto a oggi: lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio già in vigore viene semplicemente prolungato di 19 giorni, fino a coprire l'intero periodo di Ferragosto e il secondo grande esodo di rientro del 23–25 agosto.
Senza la proroga, dal 7 agosto il gasolio sarebbe tornato alle accise ordinarie, con un rincaro immediato di circa 8–9 centesimi al litro netti — quelli rimasti effettivi dopo che i rincari di mercato avevano eroso i 17 centesimi iniziali. Su un pieno da 60 litri avrebbe significato circa 5 euro in più in una notte. La misura non interviene sulla benzina, nonostante le richieste delle associazioni dei consumatori: il governo ha escluso l'estensione per ragioni di copertura finanziaria.
I 245 milioni necessari per finanziare la proroga vengono da due fonti. La prima è il meccanismo delle accise mobili — l'extra gettito IVA generato dai prezzi elevati degli ultimi mesi, che può essere ridistribuito come riduzione delle accise senza pesare sul deficit. La seconda, inedita rispetto ai decreti precedenti, è un taglio diretto alle spese dei ministeri.
Il governo ha già speso oltre 2 miliardi di euroda marzo per calmierare i prezzi di benzina e gasolio. Il solo decreto del 28 luglio era costato 125 milioni. Il progressivo esaurimento dell'extra gettito IVA disponibile spiega perché questa volta sia stato necessario attingere anche ai bilanci dei ministeri — misura che il ministro dell'Economia ha definito con franchezza insolita, ammettendo che i ministri coinvolti non erano molto contenti.
La data del 25 agosto non è casuale: copre l'esodo di Ferragosto e il rientro del weekend successivo, ma lascia aperta la questione di cosa accadrà dalla settimana dopo. Dal 25 agosto, ha precisato la presidente del Consiglio, entrerà di nuovo in vigore il meccanismo delle accise mobili — lo stesso strumento che verrà monitorato per decidere eventuali ulteriori interventi.
Il problema è quello già visto: le accise mobili funzionano in modo automatico ma con settimane di ritardo e con effetti parziali. Se il Brent dovesse restare sopra gli 85–90 dollari al barile — come sembra probabile con le tensioni ancora aperte su Hormuz e nel Mar Rosso — il meccanismo potrebbe non bastare a tenere il gasolio sotto i 2 euro nel mese di settembre.
Da marzo ad agosto, ogni decreto sui carburanti ha prodotto lo stesso effetto: uno sconto fiscale che il mercato ha parzialmente o totalmente eroso nel giro di pochi giorni. Il taglio del 28 luglio valeva 17 centesimi; dopo una settimana ne erano rimasti effettivi meno di 9. La proroga di ieri riparte dallo stesso punto — non da zero, ma da un margine già consumato. Finché le cause strutturali del rincaro — Hormuz chiuso, scorte europee ai minimi, raffinerie in manutenzione — non si risolvono, qualsiasi intervento fiscale funziona da tampone, non da soluzione.
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Cosa cambia concretamente con la proroga al 25 agosto?
Nulla rispetto a oggi: lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio già in vigore viene semplicemente esteso di 19 giorni. Senza la proroga, dal 7 agosto il gasolio sarebbe tornato alle accise ordinarie con un rincaro immediato di circa 8–9 centesimi al litro — circa 5 euro in più su un pieno da 60 litri.
Perché la benzina è esclusa dal taglio accise?
Il governo ha escluso l'estensione alla benzina per ragioni di copertura finanziaria. I 245 milioni disponibili erano sufficienti solo per il gasolio. Le associazioni dei consumatori avevano chiesto un taglio di almeno 15 centesimi anche sulla benzina verde.
Quanto costa allo Stato la proroga delle accise?
245 milioni di euro, coperti da due fonti: il meccanismo delle accise mobili (extra gettito IVA dai prezzi elevati) e, per la parte restante, tagli diretti alle spese dei ministeri — una novità rispetto ai decreti precedenti. Da marzo, il governo ha già speso oltre 2 miliardi per calmierare i prezzi dei carburanti.
Cosa succede al gasolio dopo il 25 agosto?
Dal 25 agosto entrerà di nuovo in vigore il meccanismo delle accise mobili, che ridistribuisce automaticamente l'extra gettito IVA come riduzione delle accise. Il problema è che funziona con settimane di ritardo e con effetti parziali: se il Brent resta sopra 85–90 dollari al barile, il meccanismo potrebbe non bastare a tenere il gasolio sotto i 2 euro a settembre.
Come funzionano le accise mobili sui carburanti?
Le accise mobili sono un meccanismo automatico che usa l'extra gettito IVA generato dai prezzi elevati per ridurre le accise sui carburanti. Quando i prezzi salgono, lo Stato incassa più IVA del previsto: quella differenza può essere ridistribuita come sconto alle accise senza aumentare il deficit. Il limite è che agisce in ritardo rispetto alle variazioni di mercato.